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Norbert Zongo

Norbert Zongo era il direttore del settimanale L'Indépendant. E' stato trovato morto, carbonizzato all'interno della sua macchina, in compagni di tre suoi compagni, il 13 dicembre 1998. Questa data rappresenta il punto di partenza di un'ondata di contestazione che ha attraversato tutto il paese. Decine di manifestazioni hanno avuto luogo a Uagadugu e nelle principali città del paese, nel 1999. Il 7 maggio 1999, una commissione d'inchiesta indipendente, incaricata di "determinare le cause della morte" del giornalista Norbert Zongo, ha concluso, dopo aver ascoltato più di duecento persone, che, "riguardo i moventi di questo quadruplo omicidio(…), bisogna ricercarli nelle inchieste condotte da diversi anni dal giornalista, e ovviamente nelle recenti inchieste sulla morte di David Uedraogo, l'autista di François Compaoré, consigliere della presidenza" e fretello del capo di Stato. Il rapporto fornisce il nome di sei "sospetti". Tutti appartenenti al Regimento della sicurezza presidenziale (RSP). Nel maggio del 1999, il segretario generale di RSF, Robert Ménard, è stato espulso dal paese su ordine del ministro delegato alla Sicurezza, Djibril Bassolé. Nel settembre del 1999, due rappresentanti dell'organizzazione erano stati espulsi al loro arrivo all'aereoporto di Uagadugu. In questi due casi, i membri di RSF disponevano di un visto, valido, rilasciato dall'ambasciata del Burkina Faso in Francia.

Ascolta "Journalistes en danger", l'omaggio del cantante Alpha Blondy per Norbert Zongo

 

Per ulteriori informazioni:
Reporters Sans Frontières
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