|
Doctor
Sayd
Campo
sfollati di Maslakh (Herat), 5 ottobre 2002 - Si aggira tra
i container del centro nutrizionale terapeutico (TFC) del
campo con lo stetoscopio intorno al collo. Sayd ha 26 anni
e nel 1999 si è laureato in medicina all'Università di Herat.
Da quattordici mesi lavora per MSF come medico del TFC.
Sayd è uno dei 1222 collaboratori locali che hanno portato
avanti i progetti di MSF dopo l'evacuazione del personale
occidentale attivo nella zone dell'Afganistan sotto il controllo
dei talebani, in seguito agli attentati dell'11 settembre
2001.
"E'
stato difficile continuare a lavorare dopo l'11 settembre.
La situazione era diventata ancora più pericolosa: da una
lato i talebani erano diventati più ostili e dall'altro attendevamo
l'inizio dei bombardamenti americani".
Ad
Herat gli scontri tra le milizie talebane e le truppe di Ismail
Khan, signore della guerra di questa regione, sono durati
solo pochi giorni e i bombardamenti dell'aviazione americana
si sono concentrati su obiettivi militari e sulla strada che
porta verso il confine dell'Iran.
"Sono
fiero di essere rimasto - dice sayd (foto a sinistra)-
non potevamo abbandonare la popolazione del campo che aveva
bisogno di aiuto e lasciare che tutti gli sforzi fatti da
MSF andassero perduti". E' ora di visite e Sayd si dirige
verso il primo container dove sono ricoverati 23 bambini gravemente
malnutriti. Dopo un breve colloquio con le infermiere per
avere un quadro aggiornato della situazione, inizia a fare
il giro dei piccoli pazienti. "In questi mesi estivi abbiamo
avuto molto da fare: sono iniziati a tornare gli sfollati
che qualche mese fa erano stati rimpatriati nei villaggi e
per sessanta giorni non è stato distribuito cibo. Ma è niente
rispetto a ciò che potrà accadere durante l'inverno",
dice il giovane medico mentre controlla la cartella di un
bambino ricoverato pochi giorni fa. "Oggi, nel campo di
Maslakh, vivono 32.000 persone ma all'inizio dell'anno c'erano
117.000 e avevamo dovuto aprire un altro TFC perché uno solo
non bastava. Il rischio è che esattamente un anno dopo ci
troviamo di fronte allo stesso scenario".
A
Tokyo i paesi più potenti del mondo avevano stanziato una
fondo di 5,5 miliardi di dollari in cinque anni per finanziare
la ricostruzione dell'Afganistan. Fino ad oggi sono stati
spesi 243 milioni di dollari, pari solo al 5% dell'ammontare
globale del finanziamento.
Sergio
|